Thursday, December 08, 2005

 

zia Alice (terza puntata)

Il giorno seguente si sentí debole ma si vestí lo stesso per andare a messa, come al solito. Recitava parecchi rosari. Alzava gli occhi verso la Madonna con la veste celeste che le sembrava sorridere umilmente con la sua faccia rosea. Si rannicchió nella scura cabina del confessionale e pigió il bottone della campanella elettrica. Fra sé e sé imprecó contro il prete che la faceva aspettare troppo: le dolevano le ginocchia sul duro inginocchiatoio. Gli raccontó com'era invidiosa a volte, ma anche come faceva del suo meglio per essere buona. Ad esempio, ogni giorno andava a messa. Il prete l'aveva guardata con sospetto attraverso il tralice. Ma come ogni settimana, anche ora le diede l'assoluzione. Era liberale nel benedire tutte le vecchiette che non avevano ancora smaltito le poche soddisfazioni della giovinezza.
Suo fratello, quella sera, venne a dormire da lei. Veniva direttamente da un'altra sua sorella e prima di andare a letto si lavó i capelli per togliere la colla che ci era rimasta appiccicata. Aveva portato con sé una brandina e quella notte dormí nella camera di Alice, non lontano da lei. Russava leggermente. Alice si sentiva nervosa perché il ratto non appariva. Cosí nessuno le avrebbe creduto.
Ballava con Joe nella sala da ballo del ristorante. Joe era ubriaco ma allegro e cantava al suono del Juke-box. E anche lei era allegra. Le baciava il collo. La chiamava "Alice, my love". Fu proprio Joe a chiamarla "Alice, my love?" Perché gli uomini diventavano cosí selvatici? Cosa avrebbe pensato la gente? E Joe? Ma chi è quel tipo giovane che le soffia il suo alito in faccia e l'afferra sotto le gonnelle? Ha il respiro affannoso. Joe è di sopra nella sua camera, sta morendo di cancro al polmone. É freddo, ma il suo alito è caldo e sente il putrido.
Si sveglió di soprassalto e si alzó a sedere sul letto. Il sudore le colava sulle tempie. Era Joe qua sulla brandina? Poi ricordó la presenza di suo fratello e si calmó. Nel sogno aveva scambiato il suo russare per dei gemiti. Ora si sentiva meglio.
Voleva scendere dal letto per andare a prendere un bicchiere d'acqua, quando vide muoversi qualcosa sopra suo fratello. Il ratto correva incuriosito sul ventre di suo fratello e alzó lo sguardo verso di lei. Gli occhi intelligenti sfavillavano nel chiarore della luna. Aveva dentini bianchi. Ghignava, le zampette anteriori piegate davanti a sé.
Non voleva spaventarlo. Voleva che suo fratello lo vedesse. " Pssst," disse cautamente. "Pssst". Ma suo fratello continuava a russare tranquillamente. Si mosse un po' nel sonno e il ratto per un attimo perse l'equilibrio, ma poi si pose a sedere placidamente. Cominció persino a nettarsi gli orecchi. Con la sua linguetta rosa si leccava le zampette e se le fregava contro gli orecchi. Batteva leggermente con la lingua emettendo un suono sommesso.
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